Epicuro
LA MORTE
La morte non è niente per noi. Ciò
che si è dissolto non ha più sensibilità, e
ciò che non ha sensibilità non è niente per
noi.
sentenza e massima 2
IL DOLORE
Ogni dolore è facile a disprezzare;
quello che comporta sofferenza intensa dura poco tempo, e quello
che perdura molto tempo nella carne comporta sofferenza temperata.
sentenza 4
CARPE DIEM
Siamo nati una sola volta, e non potremo
essere nati una seconda volta; dovremo non essere più per
l'eternità. Ma tu, benché non abbia padronanza del
domani, stai rinviando la tua felicità. La vita si perde
nei rinvii, ed ognuno di noi muore senza aver goduto una sola giornata.
sentenza 14
LA VECCHIAIA
Non dobbiamo stimare come più felice
il giovane, ma il vecchio che ha vissuto bene. Perché il
giovane nella pienezza delle sue forze è spesso confuso e
sviato dal vento della fortuna; ma il vecchio che si è ancorato
nella vecchiaia come in un porto, tiene ormai saldi nella sicura
custodia della gratitudine i beni che prima aveva scarsa fiducia
di ottenere.
sentenza 17
I SOGNI
I sogni non hanno natura divina né
potenza divinatoria, ma succedono a causa di immagini che ci hanno
impressionati.
sentenza 24
L’AMICIZIA
Non è da stimare né chi s'abbandona
con facilità all'amicizia né chi vi esita. E' necessario
correre rischi per amore dell'amicizia.
sentenza 28
Non è tanto dell'aiuto degli amici
che noi abbiamo bisogno, quanto della fiducia che essi ci aiuterebbero
nel caso ne avessimo bisogno.
sentenza 34
L'amicizia percorre danzando la terra, recando
a noi tutti l'appello di aprire gli occhi sulla felicità.
sentenza 52
Dimostriamo compatimento per le sofferenze
degli amici non con le lamentazioni, ma prendendoci cura di loro.
sentenza 66
Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice,
il bene più grande è l'acquisto dell'amicizia.
massima 27
I DESIDERI
Non intorbidare i beni presenti col desiderio
di quelli che ti mancano, ma considera che i beni presenti erano
prima tra le cose solo sperate.
sentenza 35
Tutti quei desideri che, se non esauditi,
non arrecano vera sofferenza non sono necessari: il loro stimolo
è tale da potersi annientare facilmente quando appaiano indirizzati
a cose difficili a ottenersi, o siano tali da recare danno.
massima 26
L’INVIDIA
Non si deve invidiare nessuno; visto che
i buoni non meritano invidia, ed in quanto ai cattivi, più
essi trovano buona sorte più si rovinano.
sentenza 53
LA GENTE
E' una cosa bellissima la vista del prossimo,
quando al primo incontro ci si scopre dello stesso sentimento, o
almeno col desiderio ardente verso questo fine.
sentenza 61
IL SUCCESSO
La lode degli altri deve seguirci spontaneamente;
noi dobbiamo occuparci della cura di noi stessi.
sentenza 64
AUTOSUFFICIENZA
E' una cosa stolta supplicare gli dei per
ottenere ciò che uno è in condizione di procurarsi
da se stesso.
sentenza 65
LIBERTÁ
Colui che desidera una vita libera non può
accumulare ricchezze dagli affari, visto che questo non è
facile senza piegarsi al servizio delle folle e dei potenti, mentre
egli possiede già tutto in inesauribile abbondanza. Se la
vita libera porta a caso con se molte ricchezze, anche queste possono
facilmente essere condivise con i vicini per ottenerne la benevolenza.
sentenza 67
Il supremo frutto dell'autosufficienza è
la libertà.
sentenza 77
LA SCIENZA
Se non ci turbasse la paura dei fenomeni
celesti e quella della morte, ch'essa possa essere qualcosa che
ci tocchi da vicino, e il non conoscere il confine dei piaceri e
dei dolori, non avremmo bisogno della scienza della natura.
massima 11
Non sarebbe possibile dissolvere ogni timore
intorno alle cose di maggior importanza se non si sapesse quale
sia la natura dell'universo, ma si vivesse in sospettoso timore
delle cose che ci raccontano i miti; non sarebbe possibile cogliere
i piaceri nella loro purezza senza la scienza della natura.
massima 12
Poca importanza ha la sorte per il saggio,
perché le cose più grandi e importanti sono governate
dalla ragione, e cosi continuano e continueranno ad essere per tutto
il corso del tempo.
massima 16
IL PIACERE
Non cresce il piacere della carne, ma solo
subisce variazione, una volta che sia rimossa tutta la sofferenza
che viene dal bisogno. Il limite dei piaceri che la ragione ci prescrive
è prodotto dal calcolo razionale di questi stessi e di tutte
le affezioni dello stesso tipo, che procurano all'anima i più
grandi timori.
sentenza 18
GIUSTIZIA
Il giusto fondato sulla natura è l'espressione
dell'utilità che consiste nel non recare ne ricevere reciprocamente
danno.
massima 31
Per tutti quegli esseri viventi che non ebbero
la capacità di stringere patti reciproci circa il non recare
ne ricevere danno, non esiste ne il giusto ne l'ingiusto; e altrettanto
si deve dire per quei popoli che non poterono o non vollero stringere
patti per non recare e non ricevere danno.
massima 32
La giustizia non esiste di per se, ma solo
nei rapporti reciproci, e in quei luoghi nei quali si sia stretto
un patto circa il non recare ne ricevere danno.
massima 33
In senso generale il giusto è uguale
per tutti, in quanto è un accordo di utilità reciproca
nella vita sociale; ma a seconda della particolarità dei
luoghi e delle condizioni risulta che non per tutti il giusto è
lo stesso.
massima 36
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