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Manifesto Vulcanista
L’arte è la più raffinata tecnica di sopravvivenza psicologica concepita dall’uomo. Fonte di ogni arte è, infatti, l’interpretazione della realtà in funzione di un bisogno psicologico (serenità, equilibrio, appagamento).
L’arte è la forma che diamo alla realtà, per incidere sul nostro bisogno. L’arte deve essere, quindi, soprattutto forma.
L’arte è creatrice di verità: ogni interpretazione della realtà è creazione di una nuova realtà. L’arte non è, quindi esperienza di verità, ma esperienza demiurgica.
La realtà si crea per mezzo della comunicazione. Elementi indispensabili a una migliore comunicazione sono la leggerezza, la rapidità e l’essenzialità.
La lingua del miticomondo dei significati è sempre un linguaggio simbolico. Il simbolo è il ponte tra la coscienza e la conoscenza. La coscienza è sempre percezione caotica dell’esistenza di una realtà, la conoscenza è, invece, creazione di una realtà.
Il bello è il mezzo privilegiato dell’arte, ma non è mai il suo fine. L’arte, infatti, è tanto piú coinvolgente, quanto piú siano coinvolti i sensi e quanto piú sia orientata a incidere sul bisogno. L’arte, però, non è mai puro appagamento dei sensi.
La tecnica e lo strumento sono il corredo indispensabile all’artista, per potenziare il proprio messaggio. Come Vulcano conquistò l’Olimpo con l’incudine e il martello, cosí l’uomo con lo strumento conquista la realtà.
Quanto piú lo strumento rende libera la fantasia, tanto piú l’arte giungerà a un esito migliore. Per questo motivo, l’elaboratore elettronico è la grande opportunità democratica concessa all’artista, dalla nostra epoca.
L’uomo, in quanto pensiero, è genitore di verità. La filosofia è, perciò, il sangue dell’arte, che porta ossigeno a ogni sua manifestazione.
Il fine dell’arte è, pertanto, quello di proporre modelli condivisibili, ovvero logicamente comprensibili o incomprensibili, di sintesi del reale, per mezzo dell’invenzione ma sempre sulle rotaie dei sensi.
È finito il tempo dei ‘grandi racconti’, comincia quello delle ‘grandi favole’.
L'azione è sempre gioco.
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